Nonostante alcuni segnali di ripresa la crisi dell’economia americana è ancora lontana dall’essere finita e a farne le spese nel 2009 sono anche i festeggiamenti per il 4 luglio. Molte città alle prese con la recessione hanno infatti cancellato i tradizionali fuochi d’artificio e organizzato feste più sotto tono pur di risparmiare qualche decina di migliaia di dollari. Ad Euclid, in Ohio, il comune l’ha detto senza mezze parole: “volete spendere 150.000 dollari per una notte di festa o per mettere al sicuro i posti di lavoro dei dipendenti pubblici?”
Sono almeno 50 le città che hanno tirato la cinghia per la festa dell’indipendenza e in molte province i cieli resteranno al buio per la prima volta in oltre 200 anni. “Dobbiamo affrontare un deficit da 84 milioni di dollari e non abbiamo i soldi per fare tutto quello che vorremmo”, ha spiegato al Los Angeles Times il sindaco di San Jose, in California. Le grandi metropoli hanno invece usufruito dell’appoggio di qualche sponsor per non mettere mano alle casse comunali e trovare le risorse per le celebrazioni in piazza.
Altre contee hanno deciso di investire il denaro dei fuochi in cibo per i senzatetto, aumentati dopo i pignoramenti dell’ultimo anno, mentre a Lowell, in Massachusetts, il risparmio sulle celebrazioni ha consentito di salvare un posto di lavoro comunale, dopo averne già persi quasi 50.
Molti americani dunque guarderanno i fuochi in tv aspettando tempi migliori. “Tutti vorremmo vederli di nuovo dal vivo”, ha commentato il sindaco di Carrolton, Texas, una delle cittadine in piena crisi economica, “quando accadrà significherà che l’economia è tornata a girare”.






