L'antenato più vecchio dell'uomo, viveva in Etiopia 4,4 milioni di anni fa
L'Ardipithecus ramidus batte Lucy di oltre un milione di anni
  Andrea Marinelli   01 Ottobre 2009, 19:40

"Questa è una delle più importanti scoperte per lo studio dell'evoluzione umana". Parola di David Pilbeam, direttore della sezione di Paleontologia del Peabody Museum of Archaeology and Ethnology di Harvard, che dopo aver visto il fossile recentemente rinvenuto in Africa mette addirittura in discussione la teoria darwiniana ipotizzando che l'uomo non discenda necessariamente dalla scimmia.

A sconvolgere il mondo scientifico è stata la rivista Science che ha annunciato che non è Lucy l'essere umano più antico mai rinvenuto ma Ardi, un "Ardipithecus ramidus" femmina, vissuto circa 4,4 milioni di anni fa in quella che ora è l'Etiopia. Alta circa un metro e venti e pesante 50 chili, Ardi abitava la terra milioni di anni prima di Lucy, che finora era ritenuto il più antico antenato dell'uomo mai rinvenuto.

Lo studio dei resti di Ardi, le cui prime ossa vennero scoperte nel 1994, indica una specie che viveva nelle foreste e si arrampicava sugli alberi, ma lo sviluppo delle gambe e delle braccia dimostrerebbe che l'ominide passava poco tempo sulle piante e camminava invece in posizione eretta quando si trovava a terra.

Secondo l'antropologo C. Owen Lovejoy della Kent State University, questa scoperta stravolgerebbe addirittura la comune visione sull'evoluzione umana, sull'uomo che cioè discenderebbe dalla scimmia. Sembra ora infatti che l'uomo e lo scimpanzè abbiano avuto solamente un comune antenato, risalente a circa 6 o 7 milioni di anni fa, evolvendosi poi separatamente.

"Non è questo l'antenato comune", spiega Tim White, direttore del Centro di ricerca sull'evoluzione umana della University of California di Berkeley, "ma è quello che ci va più vicino fra i resti trovati ritrovati fino a oggi".








 
 
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