La crisi fa aumentare i donatori di sperma. Le banche del seme e le agenzie di donatori hanno infatti riscontrato un notevole aumento di telefonate da parte di persone che sperano di far tornare i conti vendendo sperma o ovuli. "Da febbraio abbiamo notato un aumento di circa il 40 per cento", spiega Kim Springfield, vice direttore generale delle vendite di Health News, una compagnia californiana che gestisce i donatori.
Prima della recessione la lunga serie di test medici e psicologici, che a volte possono durare anche mesi, eliminava parecchi potenziali donatori spaventati dalla lunghezza e complessità della faccenda, ora invece, pur di mettersi in tasca qualche dollaro, le persone sembrano maggiormente disposte a sottoporsi alla procedura.
I compensi variano fra Stati, contee e agenzie, ma generalmente gli uomini ricevono 100 dollari, con la possibilità di donare due volte a settimana al massimo, mentre le donne, che vengono sottoposte a una prassi molto più lunga, possono arrivare a guadagnare cinque mila dollari con una donazione.
L'incremento è stato notato in tutte le agenzie americane, alcune delle quali hanno registrato un raddoppio dei donatori. "Sono tempi duri", spiega Carol Miller Woods, coordinatrice del North Hudson IVF, una clinica del New Jersey, che prima riceveva in media otto chiamate a settimana di donne disposte a vendere i propri ovuli. Ora le riceve ogni giorno.






