Due comuni tazze di cappuccino al giorno potrebbero essere la cura miracolosa per la memoria. Dopo anni di allarmi lanciati sui rischi del troppo caffè gli scienziati americani hanno ora scoperto che qualche tazzina al giorno in più potrebbe essere a dir poco salutare. Lo studio arriva dalla Florida dove i ricercatori americani hanno scoperto che la caffeina è in grado di rallentare, se non di ostacolare, la produzione delle proteine alla base del morbo di Alzheimer, una delle malattie autoimmuni a cui da anni i medici cercano di trovare una cura.
Ad aver rallentato il decorso della malattia sono 55 topolini dell’Università del Sud della Florida ai quali sono stati somministrati quotidianamente e per due mesi 500 milligrammi di caffeina, diluita nella comuni ciotole d’acqua. L’equivalente di due cappuccini “giganti” o di 14 tazze di tè. Alla fine dell’esperimento le cavie mostravano di essere più lucide rispetto a due mesi prima e di aver riacquistato parte della memoria compromessa dalla malattia. I topi a cui è stato somministrato caffè hanno mostrato inoltre una riduzione del 50% in una delle proteine responsabili dei “cumuli” che provocano la demenza senile.
Il prossimo passo è la sperimentazione umana che dovrebbe partire nei prossimi mesi anche se i ricercatori mettono in guardia che servirà un lungo studio per capire se gli effetti benefici riguardano anche gli esseri umani. “Questa ricerca dimostra che il caffè può invertire il degrado delle memoria”, spiega Rebecca Wood, una delle responsabili dello studio. Tuttavia “è presto per dire che una tazza di caffè sia qualcosa di più di un semplice piacere per tirarsi su”.






