Tra l’inverno 2004 e quello 2008 lo scioglimento del Polo Nord ha raggiunto una velocità “drammatica”. A lanciare l’allarme sono gli scienziati della Nasa i cui satelliti hanno monitorato periodicamente lo spessore dei ghiacci artici e che hanno rivelato come negli ultimi 4 anni l’artico si sia assottigliato di 68 centimetri facendo perdere alla superficie polare che generalmente resiste ai cambiamenti climatici stagionali un’area vasta quanto l’Alaska. Il nocciolo duro di ghiaccio ha perso l’equivalente di 1,54 milioni di chilometri quadrati. “Le immagini rivelano un assottigliamento drammatico dei ghiacci artici”, si legge nello studio americano.
Ogni anno parte dei ghiacci si scioglie con l’arrivo dell’estate ma dal 2004 a oggi la superficie che si è riconsolidata nell’inverno successivo è andata sempre più riducendosi. “Il volume di chiaccio ci consente di calcolarne annualmente la produzione e ci fornisce un inventario dell’acqua fredda e della massa totale di ghiaccio che si deposita nell’artico”, ha detto Ron Kwok che ha condotto la ricerca che per la prima volta riguarda l’intera superficie artica, a differenza degli studi precedenti che analizzavano solo regioni limitate del continente.
Negli ultimi anni cioè la superficie artica scioltasi durante l’estate non è stata compensata durante l’inverno. Una notizia che arriva nei giorni in cui i leader mondiali affrontano il tema del riscaldamento globale a margine delle riunioni del G8 de l’Aquila, in cui saranno poste le basi per l’attesissima conferenza internazionale sul Clima che si terrà a Copenhagen a dicembre.
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