McNamara con Kennedy alla Casa Bianca nel 1961
Robert Strange McNamara, un controverso protagonista del XX secolo americano, è morto ieri a Washington all’età di 93 anni. La sua vita è stata condotta ai vertici del potere industriale e militare statunitense dalla Seconda Guerra Mondiale fino agli anni del Vietnam, dove ricoprì l’incarico di segretario alla Difesa per le amministrazioni di John Fitzgerald Kennedy e Lyndon Johnson.
La sua figura resterà indissolubilmente legata al conflitto del sudest asiatico, una guerra tragica e umiliante per gli Stati Uniti, della quale è da molti ritenuto il principale responsabile. Il suo approccio rigorosamente statistico alla guerra, sviluppato durante la Seconda Guerra Mondiale, quando fece da consulente all’Aviazione per lo sviluppo di metodi di bombardamento più efficienti, si rivelò fallace in Vietnam. Nel 1962, anno della sua prima visita a Saigon, dichiarò che “ogni misura quantitativa che abbiamo dimostra che stiamo vincendo questa guerra”. Nelle giungle del Vietnam, l’ipertecnologico esercito americano non riuscì però a prevalere sui combattenti nordvietnamiti, in maggioranza contadini senza grandi armamenti ma con una conoscenza perfetta del territorio. La più disastrosa avventura militare degli Stati Uniti, da molti ribattezzata “McNamara’s war”, la guerra di McNamara, è l’unica della storia americana a essersi conclusa con una ritirata senza vittoria.
In un libro di memorie del 1995 McNamara ammise i suoi errori. “Noi delle amministrazioni Kennedy e Johnson agimmo seguendo principi che ritenevamo fossero nella tradizione del nostro paese. Ma ci sbagliavamo. Ci sbagliavamo terribilmente”, disse in un’intervista precedente all’uscita del libro. Negli anni peggiori della guerra, quelli successivi al 1967, il numero di vittime americane passò da 7.466 a oltre 100.000.
McNamara fu reclutato da Kennedy nel 1961, dopo essere stato direttore generale di Ford. Al colosso di Detroit era stato uno dei “Whiz Kids”, veterani della Seconda Guerra Mondiale” reclutati per mettere ordine nella società utilizzando tecniche organizzative e di pianificazione apprese nell’esercito. Abbandono l’incarico di segretario alla Difesa dopo 7 anni e sull’orlo di un esaurimento nervoso. La sua è stata la più lunga permanenza mai avutasi in quell’ufficio. Nel 1968 diventò presidente della Banca Mondiale, incarico che mantenne fino al 1981.
La sua vita e in particolare le sue meditazioni sulla guerra sono state esposte nel documentario del 2003 “The Fog of War”, diretto da Erroll Morris. Uscito nel periodo in cui gli Stati Uniti invadevano l’Iraq, un conflitto per molti versi simile a quello vietnamita, il documentario apparve tempestivo nel suo ritratto di un uomo pieno di complessità, dubbi e rimpianti sulla guerra, e vinse il premio Oscar come miglior film documentario.






