Il veemente rifiuto di Cadbury della proposta di acquisizione ostile da parte di Kraft apre la strada ad una possibile lunga battaglia per il controllo del gruppo dolciario inglese. Kraft propone agli azionisti di Cadbury la stessa offerta da 16,4 miliardi di dollari(circa 11 miliardi di euro), già rifiutata dal cda di Londra all’inizio di settembre. Si tratta in effetti di un prezzo inferiore, per via dei mutamenti del valore azionario di entrambe le società. Kraft, di fronte ad un calo delle vendite e un possibile aumento dei costi delle materie prime, ha bisogno di quest’acquisizione per aumentare la sua presenza nei mercati emergenti e intravedere nuove prospettive di crescita.
Secondo il diritto societario inglese la società di Northfield, Illinois, dovrà presentare entro 28 giorni un prospetto con i dettagli dell’offerta per informarne gli azionisti di Cadbury. Successivamente avrà 60 giorni di tempo per cercare di raccogliere un numero sufficiente di azioni per realizzare il progetto. Se nello scenario dovesse inserirsi un’altra società, per esempio Hershey’s, con offerte concorrenti a quella di Kraft, la battaglia potrebbe trascinarsi a lungo.
Cadbury è un’azienda fondata quasi 200 anni fa e i suoi prodotti sono una presenza dominante nella quotidianità britannica: la Dairy Milk è per esempio la barretta di cioccolata più venduta del paese. I prodotti Cadbury includono le bibite Schweppes, le pastiglie Halls e le gomme da masticare Trident. La prospettiva di un’acquisizione da parte di una società americana ha creato un certo sgomento in Gran Bretagna.
Il cda, nel respingere con veemenza la proposta di Kraft, è sembrato quasi indignato per il prezzo messo sul tavolo. Il presidente di Cadbury Roger Carr ha detto che l’offerta “non si avvicina neanche lontanamente a riflettere il vero valore della nostra azienda” e ha detto che il cda “ha respinto con enfasi quest’offerta irrisoria e ha ribadito la sua risolutezza a fare in modo che il vero valore di Cadbury sia pienamente compreso da tutti”.
Kraft, i cui prodotti includono i biscotti Oreo, i cracker Nabisco e il formaggio Philadelphia, ritiene che l’offerta “rappresenti un premio sostanziale al valore del titolo Cadbury”. L’unione delle due società darebbe vita ad un’azienda in grado di fatturare 50 miliardi di dollari. Kraft è la più grande società del settore alimentare negli Stati Uniti e la numero due al mondo, dopo la svizzera Nestlé, che rimarrebbe in vetta anche dopo un eventuale matrimonio angloamericano.
Il finanziere Warren Buffett, la cui società di investimenti Berkshire Hathaway è il maggior azionista di Kraft, aveva ritenuto abbastanza congrua la prima offerta per Cadbury. Il management di Cadbury è convinto tuttavia che la società valga più da sola piuttosto che inserita”in un modello di conglomerata a bassa prospettiva di crescita”, come ha detto Carr. I risultati dell’ultimo trimestre, migliori delle aspettative, potrebbero rafforzare quest’argomento, enfatizzato da Carr e dall’amministratore delegato Todd Stitzer. Tuttavia la decisione se vendere o meno potrebbe essere ora in gran parte nelle mani degli hedge fund che hanno investito massicciamente in Cadbury negli ultimi mesi. E’ verosimile quindi che possa prevalere una mentalità di breve termine, dove è anche sufficiente ottenere un profitto relativamente basso ma dopo una vendita rapida.






