Per i suoi vecchi compagni di scuola di Boston Jigme Wangchuk è un normale undicenne come gli altri, figlio di due indiani emigrati in America venti anni fa, ma in India è venerato da migliaia di buddisti. Lo considerano la reincarnazione di Galwa Lorepa, sacerdote morto in Tibet nel 1250, fondatore di una delle quattro principali scuole di Buddismo tibetano e figura sacra per i fedeli.
Come scrive il Daily Telegraph, tutto è cominciato nel 2007, quando, durante una visita al monastero Kagyu Nalanda, nel sud dell'India, il ragazzo iniziò a parlare della sua vita passata, lasciando intuire ai genitori che non fosse un bambino come tutti gli altri. In principio la famiglia pensò che i racconti fossero semplicemente il frutto della sua fantasia, ma col passare del tempo le informazioni divennero sempre più dettagliate, fino a che Jigme in trance descrisse un dragone di dieci metri dipinto sul soffitto di un tempio dove non era mai stato prima. Dopo aver ascoltato i racconti di Jigme, i monaci tibetani capirono che il bambino era la reincarnazione di Galwa Lorepa.
Jigme non ha esitato quindi a lasciare la sua vita americana per trasferirsi in un monastero di Darjeeling, città dell'Himalaya, per seguire il suo destino di leader spirituale. A Darjeeling il ragazzo passerà i prossimi dieci anni in virtuale isolamento, potendo comunicare con i suoi vecchi amici solamente tramite email.
"E' stato un periodo difficilissimo per noi", spiega la madre Dechen, che pur di stare vicino al figlio ha lasciato il suo ristorante di Boston. "Quando eravamo a Nuova Delhi, sulla strada per Darjeeling, gli ho chiesto se non volesse tornare in America, ma Jigme mi ha semplicemente risposto che avrebbe dovuto portare avanti le proprie responsabilità".
"Mi mancherà la scuola", spiega Jigme senza rimpianti, "ma sono felice del mio nuovo ruolo, mi piace questo posto".






